mercoledì 21 marzo 2012

Fiori di bach: Cicory

Abbreviazione: CHI
Nome italiano: Cicoria
Nome botanico: Cichorium Intybus
Come posso sapere di aver bisogno di Chicory?
“Per coloro che sono molto attenti ai bisogni altrui. Tendono a prendersi eccessivamente cura dei bambini, dei parenti, di amici e trovano sempre qualcosa da rimettere a posto. Correggono continuamente ciò che considerano sbagliato e hanno il piacere di farlo e desiderano intensamente avere sempre vicino coloro che amano.”

Parole chiave:
possessività, egoismo, autocommiserazione.
Caratteristiche del fiore - metodo di preparazione - Periodo di Fioritura:
Guaritore - Solarizzazione - Giugno / Settembre.
Inserito in:
Fiori per coloro che si preoccupano eccessivamente del benessere altrui.
Principio transpersonale:
Congestione, ritenzione.



La persona in stato CHI ha un evidente problema nel lasciare andare ciò che ha, anche in riferimento a ciò che non gli è più di alcuna utilità. Kramer associa CHI al movimento Metallo della medicina cinese che è collegato allo ZANG FU (organo e viscere) di polmone ed intestino crasso. Non a caso si parla di congestione nasale. Utile è quindi l’impiego di CHI nel liberarsi dai liquidi, dalle feci, dal muco, da tutte le congestioni, abbinato di volta in volta ai fiori indicati, per esempio:
Crab Apple per la pulizia in generale,
Honeysuckle per liberarsi delle cose del passato,
Beech per disincentivare il rifiuto a lasciare andare,
Scleranthus per ristabilire un ritmo corretto, e così via.

CHI è imprescindibile nel trattamento di tutti i disturbi ginecologici, proprio perché il fiore esprime, nelle sue connotazioni positive, l’idea del femminino.
E quindi nel trattamento di:
MENOPAUSA o IRREGOLARITA' NEL CICLO MESTRUALE con:
CLE per stimolare la risposta endocrina,
WAL per l’adattamento ad una nuova condizione
SCL per l’alternanza delle fasi
VER per le eventuali vampate di calore
CISTI OVARICHE con:
VIN per il trattamento di tutti i liquidi
VER per l’espressione che il problema assume
ELM per il dolore intenso
Forme di AMENORREA e DISMENORREA con:
i fiori già citati in precedenza
dell’ENDOMETRIOSI con:
HEA per l’eccesso di tessuto
VER per l’infiammazione
CHB per la cronicità
PIN per la causa spesso sconosciuta
* Tutti i suggerimenti dati sono volti ad esplicare le possibilità offerte dai fiori e non sostituiscono il trattamento floreale che va integrato alla personalità dell’individuo, tantomeno il trattamento medico. L'autore del sito si ritiene sollevato dalla responsabilità legale nel caso in cui l'utente finale/fruitore del sito decida, di propria iniziativa, di interrompere alcuna cura medica. La floriterapia può condurre ad ottimi risultati, maquando non si conosce, è meglio chiedere consiglio.
Cichorium Intybus
La cicoria tra i contadini era ritenuta impopolare poiché verdura povera ed amara. La vita della cicoria intesa come personalità risalente ai fiori di Bach, ritrova un nesso proprio con l’amarezza. L'amarezza può sopraggiungere ad esempio, quando la persona CHI rimane delusa dal comportamento delle persone a cui ha dedicato molto tempo e preziose energie, non ricevendo ciò che si aspettava.
Anche la simbologia floreale esprime questa similitudine, poiché, mentre il fiore, azzurro non a caso, è ricco di petali, “strabordante d’amore”, la radice, che CHI ha in qualche modo abbandonato per dedicarsi alla parte alta di sè, è amara. Come se il fundus di questa personalità fosse sempre lì a ricordare l’amarezza della vita. Nel riconoscersi è sita la completezza, stato in cui l’uomo ritrova sé stesso. Fingere, anche se in buona fede, di essere altruisti, non ci libera dall’egoismo.
Cichorium Intybus
Inoltre la componente amara della vita serve a CHI dovrà comunque affrontare la dura battaglia della liberazione dall'interesse, interesse che in amore la tiene legata al perseguire i suoi scopi, apparentemente altruistici. CHI crea un nido per proteggere le persone che ama, per sentire il loro calore, ma in definitiva anche per poterle controllare. Pretende che le persone alle quali concede la propria benevolenza, la ricambino non solo con la stessa moneta, ma anche nello stesso modo, con l'identica intensità e la medesima disponibilità.
Ovviamente questo non accadrà, poiché ognuno a suo modo ama com'è giusto. Qui nascono i desideri irragionevoli se così vogliamo chiamarli, di CHI, poich’ella sente di non essere ricambiata a dovere (viene usata la forma femminile per riferirsi al fiore della cicoria, ma CHI può essere indistintamente sia di sesso maschile che femminile), spesso infatti la si sentirà pronunciare frasi come: “do sicuramente più di ciò che ricevo”.
Il reale problema è che CHI è seriamente convinta che sta offrendo tutto il suo essere per aiutare gli altri. È probabilmente uno tra gli stati più difficoltosi nel trattamento, poiché chiaramente è difficile suggerire a un egoista di essere egoista. Non come ad esempio nel caso di clematis che sa di essere sulle nuvole.
In definitiva il problema di CHI è quello di avere una forte carenza affettiva che si esprime nella richiesta d'attenzione, soprattutto di chi sta molto vicino, come parenti e amici, praticamente soffocandone la libertà e per poterne gestire  in toto i movimenti. Se non ascoltata CHI, sviluppa estensioni negative come Heater, willow, holly, in pratica esprimendo la rabbia, il risentimento per la solitudine, oppure ricercando un maggiore contatto, con la conseguenza di veder scappare tutti i presenti. Ulteriore tentativo di ricondurre l’attenzione a sé, è l’eventuale sviluppo di una patologia, anche di forte entità. Questo può spesso concernere appunto il femminino, con sviluppo di noduli mammillari, endometriosi, come già nella pratica, abbiamo visto accadere. Può sopraggiungere, ad esempio, in persone che vivono sole con i figli ormai lontani, oppure in persone che sentono il loro "potere" venir meno, questo è uno schema mentale che come intuibile, non dipende dalla coscienza, ma è ingenerato dal subconscio.
In chiave filosofico-religiosa sovviene un elemento preponderante sugli altri, il colore, quasi ieratico. Il fiore della cicoria è di un azzuro sì intenso che ricorda il manto della Vergine. "I colori dell'iconografia tradizionale non venivano scelti a caso. Prima dell'iconoclastia ogni gesto della pittura tradizionale possedeva un senso. Il tracciato era studiato su schemi geometrici volti alla raffigurazione sacra, e così la scelta dei colori". Se pensiamo alla vergine mentre teniamo ben presente in noi l'immagine di CHI, non possiamo non notare parecchie similitudini. Ella è l'immagine del dolore. Ella è colei che deve rinunciare al proprio "egoismo" di madre per fare posto al figlio di Dio, anche in funzione del fatto che Egli la tratta ala stregua di tutti gli altri. Ella sa di essere la prescelta. Senza voler sviluppare in questa sede, peraltro non adatta, un trattato teologico sulla Vergine, dobbiamo però esaltare i punti di contatto tra quella che è l'immagine del femminino per eccellenza nella nostra cultura e questo splendido fiore.
Lo sforzo personale:
Il dolore più grande di CHI è il dolore stesso. Vivere il dolore in terza persona, svincolandolo da sè, tramite ad esempio una pratica meditativa volta all'auto-osservazione è sicuramente un passo d'inizio. Abbiamo avuto nell’osservazione della pratica lavorativa, alcuni casi “importanti” di CHI, alcuni quasi ingestibili per questo senso di spettacolarizzazione che accompagna a volte, la loro vita.
Lo sviluppo positivo di CHI consente di svincolare ciò che si dà agli altri, da ciò che si attende in risposta, permettendo così finalmente all'anima l'amore incondizionato. Ecco cosa dice una CHI evoluta:
“Amavo gli altri aspettando che loro mi amassero allo stesso modo. Questo non succedeva, perché gli altri comunque ti ameranno come sanno, non come tu ami loro. Ho capito che in fondo quello che davo, era ciò che volevo ricevere io. È come quando regali una cosa che piace a te. Allora ho deciso che avrei iniziato a volere bene a me stessa. Il problema in realtà è l’aspettativa, fai una cosa per riceverne un’altra. Questo non è amore.”
La succitata paziente CHI è riuscita a spostare l'attenzione da ciò che riceveva in cambio, a ciò che sta offrendo. Questo è il percorso che riporta l'equilibrio all'interno di questa personalità, ed è, come detto, la scelta di dare incondizionatamente, senza remore, anche a "sè".

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